GOODBYE DUBAI: I’LL COME BACK! - Lifestyle Blogger | Ines Pesce

GOODBYE DUBAI: I’LL COME BACK!

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GOODBYE DUBAI: I’LL COME BACK!

Un viaggio a Dubai per caso, un ritorno già programmato

Non mi reputo una viaggiatrice, o meglio la frequenza dei miei viaggi non è più tale da potermi arrogare l’appellativo di “traveller” ma il mio viaggio a Dubai voglio proprio raccontarvelo.

Premetto che la scelta di questa destinazione è stata, a tutti gli effetti, un ripiego. L’esigenza era quella di staccare un po’ la spina dal lavoro, per rigenerare la creatività dei team leader “Darumiani” (io e Sergio Maddalena, nonché mio marito), e volevamo farlo senza troppe ore di volo e con la certezza di andare al caldo. La serotonina, si sa, è l’ormone della felicità ed un po’ di abbronzatura non ci avrebbe fatto male. Sicché la prima meta utile, considerando meteo e situazioni belliche, appariva proprio Dubai.

Con questo mordente convinco mio marito, caraibico addicted, a prenderci la nostra piccola pausa annuale in una destinazione diversa dal solito. E via si parte alla scoperta degli Emirati Arabi.

PRIME IMPRESSIONI

Cos’è Dubai e casa ti attende te ne accorgi nei primi 2 minuti in cui siedi su un volo Emirates, anche se viaggi in classe Economy. Lo so che posso sembrare una di quelle da parodia su Roma Sud ma non posso che descriverlo in una sola espressione: TOP!

DUBAI IN 4 PAROLE:

Dubai com’è oggi vanta origini recentissime. Dubai vecchia nasce come un villaggio di pescatori che basava la sua economia sul mare e sulla costruzione navale, per poi diventare solo dopo gli anni 60, la città cosmopolita che è oggi con la scoperta dell’olio. Nel 1971 Dubai si unì, inoltre, alle città vicine per formare gli Emirati Arabi Uniti con l’obiettivo di salvaguardare la prosperità dell’area. All’esito di neanche una settimana di permanenza in questa città mi sento di descriverla sinteticamente con i seguenti aggettivi:

Organized: Dubai è estremamente organizzata.

Tutto funziona alla perfezione, non c’è niente che non sia al suo posto. Nessun intoppo sulle strade, sempre a veloce scorrimento, nessun guasto sulle linee metro, mai un disservizio negli accessi ai luoghi di attrazione.

Cleaned: Io non avevo mai visto prima di oggi, una città in cui nessuno getta un pezzo di carta, una caramella, un mozzicone di sigaretta, una briciola di pane, per terra.

E alla stessa stregua non ho mai visto così tanti addetti alle pulizie in strada, messi lì dall’organizzazione municipale a spazzare meticolosamente e continuamente le vie e i marciapiedi. Ma il mio stupore non si riferisce tanto ai netturbini di città, che abbiamo anche in Italia e nel resto del mondo, e ai quali va tanto di cappello per l’utilità sociale della loro professione. La cosa che ho adorato del mio viaggio a Dubai è stata un’attenzione verso l’igiene in generale: ogni luogo in cui sono entrata era sempre estremamente pulito. Il taxi, la metro, il tram, i bagni pubblici (non so se mi spiego: un bagno pubblico pulito!?!?), i bagni dei ristoranti e delle hall degli hotel, le spiagge, le restroom dei mall. Tutto sempre pulito ed in ordine. Capirete bene che da nata sotto il segno della vergine, tutto questo igiene maniacale mi ha mandato in estasi! Già solo per questo ci devo tornare.

Safe: La sicurezza a Dubai è un must.

Immaginate che appeal ha potuto avere su di me questa constatazione, a meno di un mese da uno scippo che ho subito in pieno centro a Milano (no comment). Camminare di notte, a qualsiasi ora, in quanto donna e con una borsa firmata al braccio, senza aver paura: il sogno di un mondo migliore, che esiste ma aimé non in Italia. Passeggiare senza avere il solito sguardo circospetto, a cui si è abituati per anticipare ed evitare malintenzionati: solo questo per me è bastato per rilassarmi. E la cosa paradossale è che le fisionomie che a Dubai ti circondavano e non destavano alcun timore sono le stesse che in Italia ci fanno titubare per strada e stare sul “chi va là”!

Kindle: ovunque vai tutti sono gentili.

Dovrebbe essere una cosa abbastanza scontata ma per me non lo è: in una settimana tra voli, ristoranti, taxi, hotel, spiaggia, shuttle bus, tappe al Mc Donald incluse, non abbiamo incontrato nessuno che ci rispondesse in maniera sgarbata e che non fosse proattivo verso le nostre richieste, pure se mal pronunciate in inglese. Tutti erano estremamente gentili ed io personalmente non sono abituata: non so voi!?

IL MIO TRAVEL PLAN A DUBAI

Ho piacere di condividere con voi le attività che hanno riempito le mie giornate, sperando che possano rappresentare uno spunto per chi mi legge e vuole visitare Dubai.

Stay Hotel: JA OCEAN VIEW in Jumeraih Beach 5*

Time To Go: Marzo.

L’hotel è molto bello e la sua caratteristica è di avere tutte le stanze con vista sull’Oceano. Ha una piscina inside, un centro benessere e fitness. L’hotel è collegato al JA Beach Resort a cui accedere quotidianamente (dal lunedì al giovedì) per godere di una spiaggia molto più chill out rispetto a quelle antistanti il JA Ocean View, più movimentate ma mai caotiche. Quest’ultimo infatti si trova nella zona della promenade in riva al mare, in cui sono concentrati la maggior parte dei ristoranti e dei locali. La zona è molto turistica ma comunque molto bella per la sera. Per chi va a Dubai per la prima volta è l’ideale.

#DAY1

Visita al Dubai Mall, cena con spettacolo delle fontane danzanti e del light show del Burj Khalifa.

Il Dubai Mall è uno dei più grandi centri commerciali presenti a Dubai. I mall sono una delle attrazioni della città ma, per chi come me non impazzisce per i centri commerciali, l’invito è di visitare questo perché è il più grande. Qui sarà interessante vedere, oltre ai negozi chiaramente, l’acquario e la pista di pattinaggio sul ghiaccio.

Un consiglio: andateci nel primo pomeriggio e trattenetevi per cena in uno dei ristoranti posti al secondo piano del mall. In particolare vi consiglio Al Hallab o Awani Restaurant, entrambi al secondo piano del Dubai Mall, e di prenotare un tavolo in terrazza per le 18. Da qui potrete godere del tramonto (a Marzo il sole cala alle 18.20 circa), dello spettacolo delle Fontane Danzanti dello show di luci sul Burj Kalifa.

#DAY2

Spiaggia JA Beach Resort, apericena lounge e buona musica.

Dopo una giornata passata in spiaggia tra un po’ di relax e un po’ di lavoro, dal quale volutamente non ho staccato (la verità è che proprio non ce la faccio a mollare ciò che amo fare), la sera abbiamo optato semplicemente per un aperitivo a base di buona musica.

Il Jetty Lounge è una spiaggia che si trova in zona Jumeraih Beach a 10 minuti di taxi dal JOV, e che consiglio a chi come me, adora le situazioni chillout in cui alternare un buon drink ad una chiacchiera, il tutto con un’attenta selezione di deep house o groove music. Giusto per darvi un’idea, per chi fosse stato a Miami, questo post mi ha ricordato un po’ il Nikki Beach. L’ideale sarebbe andare in questa spiaggia al tramonto per “enjoy the sunset” ma anche la sera, come nel mio caso, l’ambiente era veramente piacevole.

#DAY3

Spiaggia JA Beach Resort, Jeep Safari e cena nel deserto

Il Jeep Safari è stata l’attività super consigliata sia da Maddalena Colamussi, nostra travel agent, che dalla travel blogger Annaway, mia cara amica d’oltralpe. Un’esperienza che, a mia volta, mi sento di consigliarvi in quanto unisce il brio dei salti in Jeep tra dune del deserto, all’immersione nella cultura locale della belly dance, cena tipica beduina, tatuaggi all’hennè, show dei falconieri, giro in cammello e ovviamente il tramonto in mezzo al deserto.

Per fare questo tipo di esperienza vi consiglio di rivolgervi ad Arabian Adventure, il miglior tour operator locale per questo genere di escursioni.

#DAY4

Spiaggia JA Beach Resort, cena chic con vista e drink al Burj Al Arab

La vela, l’hotel più lussuoso al mondo, è oggi il simbolo iconico di Dubai. Burj Al Arab sta per torre degli arabi e si erge per ben 320 metri di altezza su un’isola artificiale ed è oggi la costruzione più identificativa della destinazione: inevitabile andarci, insomma.

Nel mio caso, io e Sergio abbiamo deciso di andare a cenare in un ristorante molto bello posto sulla spiaggia, con vista sulla torre. Rockfish è uno dei ristoranti inseriti all’interno di Jumeraih Al Naseem, un posto molto chic in cui si incontrano difficilmente italiani perché è un luogo preferito dagli arabi, principalmente. La scelta gastronomica è ottima ed il servizio è impeccabile. Come drink, oltre alla carta internazionale dei vini, un servizio di costruzione cocktail al tavolo ti consente di scegliere tra un buon gin tonic o un altro long drink, per accompagnare la cena. Ottimi anche i dolci (shhhhh, non ditelo al mio personal trainer) ma meravigliosa è la vista sul Burj Al Arab e i suoi giochi di luce notturni.

Finita la nostra cena, un baggy ci ha accompagnati sotto il Burj Al Arab per il nostro drink dopocena prenotato allo Sky View Bar, situato al 27esimo piano della torre. Inutile descrivervi l’emozione alla vista del panorama al di là del vetro: bisogna andarci per comprendere.

#DAY5

Spiaggia Ja Beach Resort, ozio e cena a Dubai Marina.

Visto il tenore relax della nostra vacanza, in questa giornata ci siamo concentrati alla scorpacciata di serotonina tra un mojito ed una mail di lavoro. In serata siamo scesi ai piedi del nostro hotel e passeggiando lungo The Walk tra negozi, locali, performance dei gelatai turchi e intrattenimenti vari, ci siamo fermati a cena in uno dei tanti ristorante di cui, però, non ricordo il nome. In realtà era uno dei tanti ristoranti presenti in questa zona, tutti di un ottimo livello.

Nello specifico noi l’ abbiamo scelto per potere sedere in terrazza: la cena non è stata male ed il ristorante aveva un ambiente gradevole. Nothing special but cute!

#DAY6

Spiaggia Sheraton, giro in barca intorno a Palm Beach, aperitivo al tramonto, cena Dubai Marina.

Nella nostra ultima giornata a Dubai abbiamo scelto di andare in spiaggia in prossimità del nostro hotel in quanto il venerdì è una giornata caotica per la città. Il concierge dell’hotel ci è ha quindi consigliato di non usare taxi, ottimizzare il tempo a disposizione e dedicarci maggiormente al nostro relax. Dopo un po’ di ore in modalità lucertola, presso la spiaggia dell’hotel Sheraton (a 2 metri dal nostro hotel), abbiamo scelto di uscire in barca per guardare lo skyline da un’altra prospettiva. Questo tour ci ha consentito di ammirare la porta di Atlantis, di nuovo il Burj Al Arab, l’isola e la baia privata dello sceicco di Dubai ed infine il tuffo del sole nell’oceano. Al rientro il dj set e sax live al Bliss Lounge dell’Hotel Sheraton ci hanno invitati a fermarci per un aperitivo, durante il tempo in cui il sole cedeva il passo alla notte.

Finito il nostro aperitivo, essendo a un passo dal nostro hotel, subito dopo il tempo di una doccia, siamo scesi per andare a cenare da Poco Loco, per noi il miglior ristorantedi Dubai Marina quanto a posizione. Questo ristorante latino-americano ci è piaciuto molto innanzitutto per la cucina: abbiamo mangiato una carne ottima, dei burritos fantastici ed anche i churros non erano male (ma anche questo dettaglio non è dato saperlo al mio personal trainer). La terrazza di Poco Loco, ove abbiamo scelto di sedere, ha una posizione ottimale per cenare osservando al meglio la spiaggia e The Walk.

Bene, la nostra pausa ha avuto la giusta durata per ricaricarsi e tornare al lavoro per coordinare al meglio il nostro team e dare il massimo ai nostri clienti. Rientriamo a casa riposati, con delle nuove scoperte, nuove idee e di sicuro la voglia di ritornare a Dubai.

Se volete chiedermi qualsiasi info supplementare potete scrivermi a info@inespesce.it

 

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