CAMBIAMENTO POST CORONAVIRUS: SIETE PRONTI? - Consulente Wedding Marketing

CAMBIAMENTO POST CORONAVIRUS: SIETE PRONTI?

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CAMBIAMENTO POST CORONAVIRUS: SIETE PRONTI?

Come il coronavirus sta cambiando e cambierà la nostra vita personale e professionale in modo irreversibile, anche quando tutto sarà finito.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha definita pandemia mondiale già da mesi ma l’approccio positivo-propositivo di molti di noi italiani ci ha imposto di non prendere contezza della dimensione di ciò che ci stava accadendo.

Nonostante io sia una di quelle che ha reagito immediatamente pensando in modo estremamente positivo, ora con il passare dei giorni, e mano a mano che la mia mente metabolizza le informazioni (quelle autorevoli e attendibili, ovviamente), il mio atteggiamento è un po’ cambiato.

Cambiato non nell’approccio: sono sempre positiva ma maggiormente consapevole della direzione nella quale stiamo andando. Questa consapevolezza è data dall’analisi che quotidianamente faccio di tutto ciò che sta accadendo nonché dei tentativi di proiezione futura di quello che sarà che, per forza di cose, devo fare per me e per i miei clienti.

Analizziamo lo stato dei fatti ai tempi del coronavirus.

L’assunto base è che la nostra vita è stata sconvolta in pochissime settimane. All’inizio di questo periodo ci siamo detti che tutto sarebbe finito velocemente ma, pian piano che i giorni trascorrono e che i provvedimenti del nostro governo sono stati sempre più restrittivi, forse ci stiamo rendendo conto (chi più, chi meno) che il ritorno alla normalità non sarà propriamente il 3 aprile.

“Andrà tutto bene” ne sono convinta anche io ma facciamoci una domanda: quanto saremo capacità di ritornare alla normalità, quando ci verrà consentito?

La velocità con cui le nostre abitudini, le più banali, sono cambiate non rientrerà con altrettanta velocità quando questo periodo buio sarà terminato. Ne sono certa!

Abbiamo stravolto davvero ogni nostra abitudine di vita: andare al lavoro e incontrare i clienti, fare la spesa, parlare con la gente, abbracciare i nostri cari. Pensate davvero che questo confinamento sociale non avrà ripercussioni a coda lunga sulla nostra vita, e quindi sui nostri comportamento d’acquisto?

Come cambierà il nostro modo di comprare dopo il coronavirus.

L’acquisto è l’esito di un comportamento. Ogni giorno noi compriamo qualcosa: la lezione in palestra, il nuovo paio di scarpe, il corso di formazione, un concerto, il matrimonio e su quest’ultimo mi sto soffermando particolarmente, e potete immaginare il perché.

Come cambieranno le abitudini degli sposi verso l’evento matrimonio e come quindi tutti i professionisti dovranno adeguarsi alle nuove dinamiche e ai nuovi  comportamenti dei futuri sposi: me lo sono chiesta fin da subito.

Dobbiamo iniziare a considerare nuovi modi di consumo e abitudini di vita perché non è detto che sarà così scontato usare i mezzi pubblici, soprattutto se sovraffollati, per spostarsi ed è quindi verosimile che si prediligerà camminare a piedi o viaggiare con auto personali.

Le palestre probabilmente dovranno pensare maggiormente alle lezioni online piuttosto che i classici gruppi di allenamento così come gli e-commerce, in generale, stanno per incrementare ulteriormente i loro fatturati.

E i cinema, le discoteche, i bar, i concerti, gli eventi di settore? Pensate che sarà facile reimmergersi nei bagni di folla? Chiedetevi se voi lo fareste, oggi e … nei prossimi mesi.

Parallelamente, allora, come approcceremo all’evento matrimonio, dal punto di vista sociale e, quindi economico?

Pensiamo ai matrimoni post pandemia.

Pensiamo ai matrimoni all’italiana: 150, 200, 300 persone in una location gomito a gomito tra bacia e abbracci a condividere la gioia di due sposi. Dall’anziano “Zio Tonino” (come chiamo io l’ospite più anziano della festa che, da nord a sud, c’è ad ogni matrimonio) alla giovanissima nipotina: pensate che lo scenario possa essere lo stesso? Gli anziani saranno nei prossimi mesi le persone più vulnerabili assieme alle classi meno abbienti, costrette a vivere in case sottodimensionate rispetto al numero dei membri della famiglia.

La società sta per essere rimodulata: questo è bene saperlo ma non per incupirsi, ma per portare il proprio dinamismo imprenditoriale al massimo.

Andiamo verso l’epoca di un distanziamento sociale ulteriore rispetto a quello in cui già la tecnologia ci aveva catapultato e, che stavamo iniziando a contrastare con degli accenni di episodi di vita sociale vera, quella che malinconicamente ricordiamo un po’ noi millenials (nati negli anni 80) ma che conoscono bene i nostri genitori.

Stiamo per vivere un’epoca che non ha precedenti e che non ci consente di avere punti di riferimento a cui ispirarsi e, personalmente, per me che non ho mai amato emulare gli altrui modelli di business per certi versi è uno scenario adrenalinico.

Di certo, confesso che laddove c’è adrenalina c’è anche paura, ma se non c’è paura non ci può essere il coraggio.

L’epoca degli imprenditori estremamente dinamici e coraggiosi sta per iniziare! E voi siete pronti?

Scrivetemi i vostri dubbi e le vostre riflessioni al form di contatto, io continuerò a condividere con voi analisi e previsioni.

 

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1 Commento
  • Donata Casiraghi
    Pubblicato alle 10:15h, 22 Marzo Rispondi

    Buongiorno e buona domenica a tutti.
    Radunando informazioni e aggiornamenti statistici, previsioni economiche, e i pareri e le preoccupazioni di quasi-sposi italiani, potrei azzardare tre fasi comportamentali.

    La prima è quella attuale, la più incerta, che vede il settore ospedaliero sottoposto ad affrontare sfide e stress oltre i limiti del possibile. Mentre il mondo combatte contro questo nuovo nemico, la gente continua, anche se meno convinta, a radunarsi sui balconi a cantare e suonare brani cari allo spirito nazionale.
    Le coppie continuano a vivere le emozioni dell’attesa del grande giorno, preoccupandosi principalmente di spostare la data del matrimonio a fra 4-12 mesi, previ accordi con i fornitori. Alcuni dovranno aggiornare i documenti scaduti per la cerimonia. Il loro motto attuale: “… e dopo sarà ancora più bello”.

    Seconda fase: il “day after”. In altri termini, il periodo ufficialmente riconosciuto come sicuro, non più a rischio di contagi da coronavirus. Immagino una notevole propensione al risparmio, oltre a un celato timore generale da virus di ritorno. Quanto potrà durare? Razionalmente, mi verrebbe da dire circa un anno. La storia ci parla tuttavia di grande voglia di tornare a rivivere, a ballare, a divertirsi, non appena termina una fase di crisi collettiva.
    Per il settore del wedding potrebbe significare: matrimoni con meno invitati e, di conseguenza, meno spese in generale per le nozze.
    C’è da aspettarsi una fase di circa 6-8 mesi di “boom” di cerimonie a partire da ferragosto 2020: quelle già in programma e quelle spostate dalla fase virus a questo periodo. Salvo possibili rinvii di tutte quante le date.

    Siamo nella terza fase… posso azzardare? Inizio 2022. Probabilmente la scienza avrà formulato il vaccino contro il coronavirus e la comunità ricomincerà a vivere con questa sicurezza. Nel frattempo avrà acquisito nuove abitudini, come lavorare on line, curare con ogni dovuta attenzione l’igiene personale e ambientale; magari vedremo meno slanci di baci e abbracci… come per prevenire… possibili e diversi nuovi fenomeni virali.

    Ora, rimanendo nell’ambito del matrimonio, una riflessione va fatta non tanto sulla gestione del big day che – come è naturale che sia – si modella sulle condizioni della realtà specifica della coppia in un contesto socioeconomico, ma sulla voglia di sposarsi.
    Me lo domando, osservando gli attuali fidanzati/conviventi che oggi possono avere 25-35 anni.

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