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Diventare wedding Planner? Prima rispondi a queste domande

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diventare wedding planner federica ambrosini

Ci sono delle cose da chiedersi prima di dire: “voglio diventare wedding planner”!

Diversi sono i motivi per cui una persona potrebbe decidere di cominciare la carriera da wedding planner. Ci sono tanti altri motivi per cui diventare wedding planner non è per tutti.

Tanto per iniziare, i migliori wedding planner sono dotati della perfetta combinazione tra etica professionale, orientamento al servizio, competenze, focalizzazione e passione per ciò che fanno.

La verità, però, della professione di wedding planner è che essa è difficile da comprendere per chi è fuori da questo settore. Qual è quindi il futuro di una persona che decide di diventare wedding planner? Quali sono i quesiti che dovrebbe porsi prima di valutare di diventare una wedding planner?

La prima domanda da porsi è:

1. Per chi vuoi lavorare?

Prima di considerare di intraprendere una carriera nel wedding planning è bene chiedersi se si vuole lavorare al servizio di un’azienda strutturata di organizzazione di eventi che include al suo interno una figura di wedding planning o pensare di lavorare presso strutture nella qualità di catering o banquet manager. Queste figure, anche se in parte, svolgono il ruolo di wedding planner all’interno dell’organizzazione della struttura.

In realtà la maggior parte delle wedding planner decidono di lavorare in autonomia e in maniera indipendente provando a dare vita ad un progetto di business personale, senza però considerare di aver optato per la vita più difficile da percorrere, soprattutto se si non si considera di acquisire competenze imprenditoriali, prima che professionali.

A seguire, altra domanda da porsi è:

2. Quando vuoi lavorare?

Nel settore matrimoni non esiste la giornata lavorativa tipica di un impiegato: start alle 9, alle 18 a casa ed eventualmente una pausa pranzo dalle 13 alle 14. Che tu sia una wedding planner autonoma, dipendente di un’azienda organizzatrice di eventi o di una location per matrimoni, non avrai orari.

Una wedding planner lavora nel weekend e incontra i suoi clienti sempre dopo i normali orari lavorativi mentre durante il wedding day la sua giornata comincia all’alba (ammesso che durante la notte abbia dormito) e finisce quando è finito il matrimonio, sposi permettendo.

3. Hai un capitale per iniziare il tuo business?

Per essere una wedding planner autonoma è necessario che, prima ancora di cominciare, tu stabilisca qual è lo sforzo economico che vuoi compiere perché il tuo business parta. Perché sia chiaro: un business non è business se non c’è un investimento iniziale, a cui sarà direttamente proporzionale il successo dello stesso.

Per lanciare un’attività di wedding planner in autonomia bisogna considerare un budget di almeno 10.000 euro nel primo anno di attività. Con questo budget ovviamente non si riuscirà ad aprire un atelier in cui ricevere i propri clienti ma si compiranno i primissimi passi verso la definizione della propria identità e del proprio business.

Se non si hanno queste risorse, si può pensare di cominciare l’attività a piccoli passi, svolgendo part time un qualsiasi altro lavoro ma con la consapevolezza che il business crescerà molto lentamente.

4. Sei pronto a promuovere il tuo business?

Nella fase di star up della tua attività, potrai sicuramente agganciare i tuoi primi clienti tra i tuoi contatti Facebook ma… come pensi di agganciare i tuoi secondi, terzi e quarti? Con il passaparola? Ahahahah… Scusa (lol).

Seriamente: è bene che tu sappia che buttare il tuo nome e i tuoi servizi nella bolgia della competitività del mercato e di un social network con gestione home made potrebbe essere un’avventura avvilente, molto avvilente. Per proporsi ai propri clienti ciò di cui avrai bisogno è innanzitutto un sito web professionale, con un buon posizionamento organico (se ti senti parlare di indicizzazione tu scappa, sul mio libro spiego il perché) e tutti i collegamenti ai social network, ma non senza aver prima studiato una strategia di wedding marketing professionale.

In seguito bisogna riuscire a farsi trovare dai propri prospects. Ciò è possibile solo tramite una idonea promozione del proprio business che se ben fatto potrà farti rientrare quanto prima nel tuo investimento iniziale.

Pensare di spendere niente o un budget inferiore di quello è senz’altro deleterio.

Detto in termini semplici: “Spendere uno nella paura di spendere due significherà, con assoluta certezza, aver buttato uno. Spendere, bene, 2 significherà riprendere due e forse anche 3″ (cit. Ines Pesce).

5. Sei pronta a formarti?

Dopo aver risposto positivamente a tutte le domande precedenti non puoi non considerare che prima di intraprendere la carriera di wedding planner bisogna studiare e fare esperienza.

Che sia Miccio o molte altre Academy di formazione del settore (attenzione alla fuffa), non puoi pensare di cominciare questo mestiere solo perché i pacchi di Natale ti vengono particolarmente bene o perché nel decorare la torte sei meticolosa e creativa.

Fare la wedding planner è un lavoro serio. Per essere una professionista indipendente, autorevole, e riconosciuta come tale dai tuoi colleghi, prima ancora che dalle spose, è necessario che tu abbia competenza, un’attitudine al lavoro senza sosta, un’elevata concentrazione, affinché tu possa definire il tuo business e promuoverlo, comunicando la tua formazione e le tue attitudini personali.

A proposito di attitudini personali… ritengo che una wedding planner debba essere innanzitutto essere empatica, entrare in sintonia con la coppia è fondamentale. Se non c’è fiducia tra professionista è cliente meglio non proseguire perché potrebbe rivelarsi un boomerang. Inoltre credo debba avere una grande capacità di mediazione oltre che taaaaanta pazienza e pacatezza: serviranno a mantenere i nervi saldi quando ci saranno gli imprevisti.

E a predisposizione alle alle relazioni come sei messa? Saper instaurare un ottimo rapporto con i migliori fornitori del settore, anche dal punto di vista commerciale, si ripercuoterà positivamente per la buona riuscita dell’evento,  in un certo senso dovrai essere psicologicamente pronta ad accogliere e soprattutto gestire gli stati d’animo di tutte le persone con cui ti relazionerai.

Detto ciò, se vuoi un consiglio personalizzato su quale corso seguire per diventare wedding planner scrivimi, sarò felice di risponderti.

Ines Pesce

Ines Pesce

Chi sono

La comunicazione e il marketing che hanno spinto ogni mia scelta sin da ragazzina sono, finalmente, oggi il mio lavoro. Quel lavoro che svolgo con passione e che mi spinge ad ampliare le conoscenze e competenze ogni giorno, a studiare, sperimentare e non sentirmi mai arrivata.

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