FELICITÀ: RIFLESSIONI ESISTENZIALI - Ines Pesce

FELICITÀ: RIFLESSIONI ESISTENZIALI

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FELICITÀ: RIFLESSIONI ESISTENZIALI

Napoli e la felicità

In un caldo sabato di giugno, con gli occhi rivolti verso il Maschio Angioino, durante una pausa tra concetti di Digital Marketing, viene fuori una riflessione sulla felicità. Cos’è? Perché ne siamo continuamente alla ricerca?

È un cliché che andrebbe ricordato ogni istante della vita.

È la pura essenza della vita stessa.

Siamo umani ed “egoisti”: è questa la grande verità.

Ma la felicità non è male o incuria del prossimo: è solo un piccolo angolo di mondo che può renderti meno infelice o strapparti solo un sorriso.

“Vivere è come volare ci si può riuscire soltanto poggiando su cose leggere…”, cantava Brunori Sas. Basta guarda il mondo vero, quello fatto di persone che si voglio anche solo un po’ di bene: lì puoi trovare della felicità.

Oggi perdiamo di vista l’essenza della vita e dell’esistenza stessa dimenticando cosa sia: è qui la differenza tra esistere e vivere.

Siamo col culo per terra ma guardiamo sempre il cielo ed il mare. Questi due elementi sono la rappresentazione ideale della sensazione di essere liberi anche solo per un istante ed essi ci rendono felici.

Non dimentichiamo chi siamo o, anche e solo, chi vorremmo essere. Migliori o peggiori, ciò che è importante è cercare di raggiungere lo stato in cui si può solo essere felici, anche solo per poco.

Molti cercano invano questo sensazione, ma è la ricerca stessa a portarci alla sensazione della felicità: siamo solo pedine in una partita a dama col destino, con la vita, con noi stessi e tutti gli avversari possibili. Avversari e interlocutori.

Siamo solo noi gli autori della nostra felicità e per questo, ogni giorno, come ci suggerisce Francesco Sole dovremmo innamorarci sempre di noi stessi. Sempre più.

La lotta alla conquista personale della felicità è l’emozione più forte del sentimento finale. Che sia esso l’amore, l’amicizia, l’estate, l’inverno, la neve, la spensieratezza di un bambino o semplicemente la scia di un aereo. Bisogna intercettare questi momenti a colori perché è questa la felicità.

La paura e la voglia di provarci sono la felicità stessa. 

Godere delle piccole cose o di quelle enormi, cercare la soluzione o creare il danno, diventano addirittura ambivalenti in questo gioco delle parti. È il gioco di voler vivere la vita, felici.

Siamo essere infelici per natura alla ricerca continua della felicità. Basta saper raccogliere tutti gli attimi utili che sia un diamante o una pizza a stella: quando arrivano al momento giusto rendono felici alla stessa maniera.

(Riflessioni di una studentessa di web marketing nel pieno di una crisi mistica).

Incoronata Carsillo, 28 anni, Napoli. 

Ines Pesce
web@darumastudio.it
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